PROPOSTA DI LEGGE D'INIZIATIVA DEL DEPUTATO ORFINI
Partito Democratico
Modifiche all’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e altre disposizioni concernenti la formazione delle classi nelle scuole di ogni ordine e grado
PROPOSTA DI LEGGE D’INIZIATIVA DEI DEPUTATI CASO, AMATO, CHERCHI, ORRICO
Movimento 5 Stelle
Modifica all’articolo 64 del decreto-legge n. 112/2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133/2008, e in materia di formazione delle classi nelle scuole di ogni ordine e grado e di riorganizzazione della rete scolastica
Piero Calamandreiil Discorso in difesa della Costituzione
24 ottobre 2023 ore 9.30
Salone degli Affreschi Società Umanitaria
La Fondazione Roberto Franceschi propone un incontro per le scuole superiori per far conoscere agli studenti il famoso “Discorso sulla Costituzione” che Piero Calamandrei tenne proprio in quel Salone il 26 gennaio 1955. Intervengono lo storico Carlo Greppi e l’ex magistrato Gherardo Colombo
Impietoso il recente Rapporto Invalsi... La scuola trascina di anno in anno i propri deficit e le proprie contraddizioni: in ritardo rispetto all'Europa e con profondo divario tra aree geografiche del paese.
Poi si azzardano le solite ricette che rischiano di peggiorare la difficile condizione di subalternità rispetto ai temi dell'occupabilità e del mercato del lavoro.
L'ultimo RapportoIstat sull'istruzione svela l'arcano: la condizione della scuola italiana corrisponde al disinvestimento operato negli ultimi 20 anni
Le immagini della Scuola di Atene e della Scuola di Barbianaci propongono il confronto tra la potenza dell'immaginazione artistica di Raffaello che risponde alle suggestioni di papa Giulio II e la infinita forza di volontà di Don Milani, esiliato da un altro papa cinque secoli dopo, ma determinato a combattere le disuguaglianze in quella sperduta contrada senza strada, senza luce e senza acqua corrente. Clicca sulle immagini per saperne di più.
Raffaello Sanzio - La scuola di Atene
Don Lorenzo Milani e la scuola di Barbiana
Un sito per incontrare le scuole
per rinnovare il mandato che la Costituzione repubblicana assegna. Molti ostacoli ancora oggi ne impediscono la funzione laica, democratica, interculturale, unica condizione per una scuola di tutti e di ciascuno. Serve un pensiero nuovo che dia valore all'impegno di chi studia e di chi lavora. Che sia capace di trarre ispirazione dall'ideale creativo di Raffaello Sanzio e dalla irriverente forza critica di Lorenzo Milani.
Il nostro impegno
Pensare la Scuola vuol dire metterla al centro dell’attenzione di chi la fa e di chi ha il compito di governarla, un’operazione non facile perché trascina altri importanti significati sui quali è facile registrare passione e amore, ma anche ignobili propositi. Innanzitutto dobbiamo verificare se è condivisa la missione che i costituenti assegnarono alla Repubblica con il secondo comma dell’art. 3: “E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese." In queste parole c’è un esplicito mandato, la scuola è la principale istituzione a cui è affidato il compito, nelle prime età della vita di ragazze e ragazzi, di operare per la libertà e l’uguaglianza di tutte e tutti al fine del pieno sviluppo della persona umana.
La scuola nel nostro paese non assomiglia per niente a quello che la Costituzione indica, malgrado gli sforzi di persone eccezionali che mantengono in vita quelle aspirazioni, la scuola rimane per la politica nazionale e per gli amministratori locali un problema fastidioso, sul quale non si misura il consenso dei cittadini, non se ne richiedono i voti.
Poi c’è anche una debolezza intrinseca per la scuola militante, da oltre trent’anni si è arrestata quella spinta all’autoriforma che consentì la nascita degli Organi Collegiali, i modelli sperimentali e di tempo pieno, l’inserimento della disabilità, le 150 ore ecc. sempre sulla spinta di maestri come Mario Lodi, Lorenzo Milani e molti altri.
Cosa è utile fare per invertire questo stato di cose? E’ necessario analizzare e descrivere i problemi che impediscono alle nostre scuole di esercitare la funzione costituzionale che è stata assegnata. Se è il caso denunciare le responsabilità amministrative e politiche di chi gli ostacoli li mette, non li toglie. Poi occorre riconoscere la necessità di una politica scolastica sul territorio che sia di supporto agli istituti e consenta di riunificare le rivendicazioni e superare la reciproca concorrenza tra istituti. Occorre migliorare gli strumenti di analisi sugli insuccessi scolatici per poi avere la forza di fare le proposte capaci di promuovere un vero cambiamento.
E’ auspicabile che nel dibattito che si vorrà avviare su questi temi ciascuna/o pensi la scuola a partire dalla propria esperienza, cittadino o lavoratore della scuola, studente o amministratore, sindacato o partito che sia.